Come diventare make up artist. Intervista alla nostra MUA Ilaria Dolce

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In molti si chiedono come diventare make up artist e quali siano gli sbocchi professionali per chi decide di intraprendere questa professione.
Ecco allora le dritte della nostra MUA Ilaria Dolce che ci spiega il suo percorso.

Perchè hai scelto di diventare una make-up artist?
Ho deciso di intraprendere questa strada appena finito il mio percorso universitario. Ho studiato per 5 anni “Scienze motorie” con relativa magistrale, e una volta terminati gli studi sentivo che c’era qualcos’altro di cui avevo bisogno. Non trovando subito lavoro, avevo un sacco di tempo da dedicare ai miei hobby e così mi sono informata in giro e ho trovato, a Bologna, l’”Accademia Nazionale del Cinema”. In questa accademia insegnano i maggiori make up artist cinematografici: mi sono informata, ho scoperto che trattavano tutti i moduli riguardanti il make up, e mi sono iscritta subito. Non è stato subito facile. Le mie conoscenze erano basiche e riuscire a mettersi al passo è stato un po’ complicato e a volte mi domandavo se veramente potesse essere stata una buona scelta. La risposta l’ho avuta quando abbiamo cominciato le lezioni sugli effetti speciali. Ho capito che quella effettivamente era la strada giusta per me.

Chi è la tua icona beauty?
Cindy Crawford. Credo sia il chiaro esempio di bellezza naturale. E’ una di quelle donne che stanno meglio da non truccate, una di quelle donne su cui puoi permetterti di sfoggiare a un evento importante un trucco naturale per garantirle un effetto di maestosità.

Su cosa ti concentri particolarmente quando trucchi?
Sulla base. Una buona base è la parte da cui partire per creare un trucco duraturo e d’impatto. Puoi anche creare uno smokey eyes impeccabile, o delle labbra seducenti, ma se sotto non hai creato una buona base, i tuoi sforzi saranno resi vani in meno di un’ora.

Hai truccato spose, modelle e attrici: quale è stata invece la tua esperienza preferita?
Fortunatamente ho lavorato in quasi tutti i campi. Il trucco beauty è quello più richiesto e più in voga negli ultimi tempi e soprattutto diciamo che è quello che ti garantisce più lavoro.
Ma il mio primo amore rimane il cinema. Il cinema e gli effetti speciali. Mi piace creare personaggi, “distruggere” una figura e plasmarne una nuova. Meno il mio personaggio assomiglia a quello che inizialmente ho visto sedersi sulla mia sedia all’inizio, più mi ritengo soddisfatta del mio lavoro.

Quali sono i prodotti make-up senza i quali potresti vivere?
Il mascara, i fondotinta e i rossetti, lavorativamente parlando. Per quanto riguarda il trucco su di me invece, potrei benissimo vivere senza tutto, tranne il mascara.

Qual è il/la makeup-artist che ammiri di più? E perché?
Ve Neill. E’ una truccatrice statunitense, che ha lavorati in film come “Pirati dei Caraibi” e “Hunger Games”. E’ a mio parere la regina del make up cinematografico stile americano, fatto di gran effetti scenici.
Ammiro tantissimo anche Jana Carboni. E’ una truccatrice italiana che lavora a Londra. I suoi lavori sono tutti curati minuziosamente e riesce a trasmettere tutta la sua passione in ogni particolare.

Qual è la tua routine di bellezza?
La mia skincare in realtà è molto semplice. Una volta a settimana pratico uno scrub per eliminare le impurità e le cellule morte, seguito da una maschera homemade a base di miele e limone.
Mentre quotidianamente, mattina e sera, applico latte detergente e tonico seguiti da una crema idratante.

Qual è l’errore che vedi più spesso fare con il make-up?
La scelta del colore del fondotinta è uno degli errori più frequenti che si vedono in giro, ma non è quello che più mi colpisce. Quello che mi lascia veramente basita è l’applicazione della terra e del blush. Colori totalmente sbagliati e grandi quantità di prodotto applicati a caso sul viso mi colpiscono sempre parecchio.

Riguardo il tuo lavoro, qual è la lezione più importante che hai imparato?
Restare umili: l’umiltà è il segreto del successo. Affrontare ogni lavoro con la massima umiltà e vogia di imparare ti può portare lontano. Non importa chi tu sia, se tu abbia vinto un Oscar o se tu sia appena uscito da un’accademia. Devi essere sempre predisposto all’apprendimento perchè chiunque può insegnarti qualcosa. Se pensi di essere già arrivato o già affermato hai sbagliato tutto, è il primo passo verso l’autodistruzione.

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